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Mele azzurre, fichi celesti
Dipingimi nell’eternità

Author: Alberto Miralles
Translated by: Emilio Coco
Language: Italian
ISBN: 84-95683-34-2
Price: 2,00 €
File size: (MeleazIT.pdf) 506 Kb.

(1 mujer y 3 hombres).
Ilustrado con fotografías de la representación dirigida por Gerardo Malla.
Estamos en una pequeña ciudad italiana en el siglo XVI. Domenico, estimado pintor, recibe el encargo del papa de pintar un Juicio Universal que exalte su persona y lo haga inolvidable e inmortal, a pesar de no contar con de la estima de su pueblo. Dividido entre la tentación de una buena remuneración y la fidelidad a un arte que no puede ser comprado ni controlado, Domenico duda entre perpetuar la memoria de un santo o la de un condenado. Un conflicto moral de cualquier tiempo y de cualquier arte.
Excerpt

Mele azzurre, fichi celesti

simona  Perché hai accettato…?

 

(Domenico le fa cenno di stare zitta e avvicinandosi cautamente guarda verso l’esterno. Poi chiude la porta).

 

Perché hai accettato l’incarico?

DOMENICO  A un papa che giustizia traditori e brucia eretici non si può dire di no.

simona  Di che hai paura?

DOMENICO  Che domanda mi fai, Simona!

 

(Si toglie il berretto e dopo la camicia. Ha il seno compresso dalle bende, che incomincia a sciogliersi).

 

simona  Non ci hanno mai scoperti.

DOMENICO  Adesso è diverso. È un uomo temibile. Sa molte cose di me.

simona  Non può saperle tutte, altrimenti non ti avrebbe commissionato il lavoro. Lo hai sentito. Ti ha scelto per la tua fama di pittore devoto.

DOMENICO  Devoto? Se sapesse…

simona  Se siamo prudenti, non saprà mai.

DOMENICO  Lo so, lo so che la mia loquacità ci può rovinare. E il papa ha dovuto indovinarlo perché mi provocava affinché dicessi qualche sproposito.

simona  Non stare a tormentarti! Il papa ti ammira. Ti ha chiamato persino dolcissimo.

DOMENICO  Anch’io so mentire, ma ho meno esperienza di lui. È astuto e spietato. Non so quale di queste due cose mi spaventa di più.

 

(Simona girando le spalle a Domenico, si mette di nuovo la camicia, dopo essersi tolte le bende).

 

simona  Dipingi il Giudizio, riscuoti e andiamocene senza richiamare l’attenzione. Come sempre.

DOMENICO  (Ossessionato). Mi ha trovato a Capoferrino.

 

(Simona l’abbraccia per infondergli coraggio).

 

Dovremo fuggire un’altra volta e cambiare di nuovo nome.

simona  È un incarico come qualsiasi altro.

DOMENICO  Quando gli ho detto che c’erano artisti migliori di me, non era una falsa modestia.

simona  Ti ha scelto perché sei diverso.

DOMENICO  A lui non serve uno diverso, ma uno normale che si dedichi a dipingere sotto dettatura, accettando come ordini i suggerimenti (Imita il gesto del Papa nel toccare con l’indice la testa di Simona). Con qualsiasi altro pittore, quel Giudizio sarebbe un’apoteosi papale, tutta aure e levitazioni. Perché io?

simona  Per la tua fama di artista religioso. Te lo ha detto chiaramente. Se desidera convertire questa chiesa in un luogo miracoloso, tutto deve essere il più spirituale possibile.

DOMENICO  (Staccandosi). Mi ripugna partecipare a quest’inganno.

simona  Questo sì lo comprendo, ma non hai scelta. L’arte è buona o cattiva, prescindendo da chi la guarda o da come la usa.

DOMENICO  Sì, lo so che sono parole mie, ma non ne sono sicuro. Qualche responsabilità deve pur avere l’artista, no?

 

(Simona si avvicina alle ciotole dove sono i pigmenti).

 

simona  Questo è il tuo impegno: l’arte. Mantienilo come meglio puoi. Immergiti negli azzurri!

 

(Domenico sorride e accarezza dolcemente i capelli di Simona).

 

DOMENICO  Come mi conosci bene! (Sognante). Gli azzurri. Sì.

 

(La luce scende lentamente).

 

Lì risiede la pace. Annegare negli azzurri.

 

(Si gira verso la parete bianca).

 

Bene, cominciamo.

 

(Buio lento, mentre il canto che si ascolterà sempre alla fine di ogni scena, si fa sempre più triste).

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