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Notti di amore effimero

Author: Paloma Pedrero
Translated by: Cristina Palmarini
Language: Spanish
ISBN: 84-95683-35-0
Price: 2,00 €
File size: (NottidIT.pdf) 749 Kb.

(1 mujer y entre 1 y 3 hombres).
Ilustrada con fotografías de varios montajes.
Cinco sugerentes historias de encuentro entre un hombre y una mujer (Questa notte nel parco, La notte divisa, Questa notte soli, Dalla notte all’alba y La notte che illumina), vinculadas por dos fuertes presencias metamorfoseadoras: la del amor, en alguna de sus múltiples formas, y la de la noche. La noche es el ámbito que permite a los personajes expresar sus pensamientos ocultos, concebir una existencia diferente, alternativa a la vida cotidiana; concebirse a sí mismos como diferentes. El amor, el vehículo en el cual la mujer desvela un mundo inquietante y desconocido hasta entonces. El realismo del lenguaje y el humor son otras de las constantes de las Noches, que desembocan inevitablemente en un final ambiguo, abierto. Probablemente, al despertar todo volverá a ser como antes.
Excerpt

Notti di amore effimero

CARMEN  (Molto spaventata. Parlando in fretta). Non ho niente. Sono entrata qui nel metrò perché sono rimasta senza soldi. Nemmeno un centesimo, te lo giuro… Prendi. (Gli dà la borsa). Puoi tenertela. L’orologio vale molto. Prendilo, puoi venderlo… Gli anelli… Non riesco a toglierli! Per favore, le dita no. Non me le tagliare…

JOSÉ  (Interrompendola perplesso). Oh, ma che stai a di’? Ma che hai? Che t’ho chiesto qualcosa?

CARMEN  Che vuoi? Che vuoi da me?

JOSÉ  Cazzo, quanta paura che c’hai, no? Ho proprio una brutta faccia?

CARMEN  No, no, è che… è molto tardi. Non sono abituata a stare da sola a quest’ora… non prendo mai il metrò e…

JOSÉ  Eh certo. A quest’ora te ne stai a casa tua a guardare la televisione. Ma ripigliati la tua roba e datti una calmata. (Carmen annuisce). Tranquilla, eh? Tranquilla…

 

(Torna a sedersi).

 

CARMEN  Cosa volevi?

JOSÉ  Ti stavo per chiedere se era tanto che aspettavi.

CARMEN  Sì, abbastanza. Mi hanno detto che dovrebbe passare l’ultimo metrò…

JOSÉ  L’ultimo di solito ritarda. (Guarda l’orologio). Anche se doveva essere già arrivato.

CARMEN  (Guardando verso il tunnel). Credo che stia arrivando.

JOSÉ  (Dopo un momento). Io non lo sento.

CARMEN  No, neppure io.

JOSÉ  Vabbè, tocca mettersi l’anima in pace. (Tira fuori un panino). Vuoi?

CARMEN  (Senza guardarlo). Non fumo, grazie.

 

(Carmen passeggia nervosa lungo la banchina).

 

JOSÉ  Datti una calmata, che mi stai facendo girare la testa. Che hai fame?

CARMEN  No, grazie.

JOSÉ  È al prosciutto. (Carmen continua a passeggiare senza fare caso a lui). Ooh, hai capito, prosciutto.

CARMEN  E allora?

JOSÉ  È al prosciutto. Ti va un pezzo?

CARMEN  No, veramente, grazie. Ho cenato da poco.

 

(Continua a passeggiare sempre più nervosa).

 

JOSÉ  Al ristorante?

CARMEN  Come?

JOSÉ  Ti ho chiesto se hai cenato al ristorante.

CARMEN  Sì.

JOSÉ  Sola?

CARMEN  Sta ritardando troppo.

JOSÉ  Eh?

CARMEN  Il metrò. Non è normale che ritardi tanto.

JOSÉ  L’ultimo sì. Ci mette un sacco. Perché non ti siedi?

CARMEN  No, grazie, preferisco stare in piedi.

JOSÉ  Fa’ un po’ te.

CARMEN  Grazie.

JOSÉ  Perché?

CARMEN  Perché, cosa?

JOSÉ  Perché mi hai detto grazie? Non capisco.

CARMEN  Ah, non lo so… (Allontanandosi). Dio mio, quanto ci mette…!

JOSÉ  (Alzando la voce). E hai cenato da sola al ristorante?

CARMEN  No.

JOSÉ  Col tuo fidanzato?

CARMEN  Dio mio, questo metrò non arriva mai!

JOSÉ  Be’, qui non si vede un’anima. Magari s’è rotto e sta fermo nel tunnel.

CARMEN  Speriamo di no.

JOSÉ  Che ti devi alzare presto domattina?

CARMEN  (Mettendoglisi davanti spaventata). Perché me lo chiedi?

JOSÉ  Che?

CARMEN  Perché mi domandi se devo alzarmi presto domattina?

JOSÉ  Cazzo, manco t’avessi chiesto quanto porti di reggiseno.

CARMEN  Ah, me ne vado.

JOSÉ  E non esse’ così rigida! Era una battuta. Ti chiedevo se lavori. Lavori, no?

CARMEN  Sì. Perché?

JOSÉ  Io quando lavoro vado a dormire presto così posso lavorare meglio. Ora però sono disoccupato. Guarda. (Si toglie il giubbotto e si apre la camicia. Carmen grida). Ooh, ma che c’hai?

CARMEN  Che stai facendo?

JOSÉ  Ti faccio vedé la cicatrice. Guarda, me l’ha fatta una trave che s’è staccata e m’è cascata addosso. A momenti me rovina il tatuaggio. (Carmen non sa dove mettersi. José continua tranquillamente a parlare). Col torace che c’avevo, alla Schwarzenegger, e mo’ guarda che sfregio… manco belli possono esse’ gli sfigati come me.

È una cosa che ho sempre pensato, quanto è bella le gente coi soldi. E non so’ i vestiti cari, i capelli tutti ’mpomatati o i gioielli… No, è la pelle. È la loro cazzo di pelle che è diversa. A proposito, tu pure c’hai una pelle veramente bella. Ma che ci fa una come te in questa fogna a quest’ora?

CARMEN  Me ne vado. Questo metrò non arriva. Cercherò di prendere un taxi.

JOSÉ  Ma non dicevi che non c’avevi un soldo?

CARMEN  Non ne ho qui con me. Lo pagherò a casa. Avrei dovuto farlo fin dall’inizio. Sì, me ne vado. Arrivederci.

JOSÉ  Va bene, ciao.

 

(Carmen esce di corsa. José finisce il panino. Tira fuori una bottiglietta di vino e beve un sorso. Guarda verso l’interno del tunnel. Canta. Appare Carmen isterica).

 

CARMEN  È chiuso! Tutte le uscite sono chiuse!

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