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Fior d’Autunno
Una storia dei bassifondi di Barcellona

Autore: José María Rodríguez Méndez
Traduzione di: Mari Carmen Llerena
Lingua: Italiano
ISBN: 978-84-95683-45-8
Prezzo: 2,00 €
Peso del documento: (FlordOtoIT.pdf) 1.014 Kb.
Disponibile in: Spagnolo

(9 personaggi femminili e 20 maschili. Si può rappresentare con 12 attori.)
Ambientata nella Barcellona di fine dittatura di Primo de Rivera (1930), la piece ci presenta una città ambigua e misteriosa che fa da sfondo al conflitto sociale scatenato da Fior d’Autunno, personaggio eccentrico attorno a cui ruota l’intera opera. Il «convenzionale» va in frantumi di fronte a questo giovane di famiglia borghese che è omosessuale, ha idee anarchiche e frequenta la vita notturna dei cabaret.
Frammento

Fior d'Autunno

VOCE FEMMINILE ADIRATA  Pilar! Ma che fa? Ai Déu Senyor...!

UN’ALTRA VOCE FEMMINILE  Arrivo, signorina, arrivo. Madonna santa...!

LA PRIMA VOCE  Apra, apra subito...! Pilar...!

LA SECONDA VOCE  Apro, signorina?

LA PRIMA VOCE  Apra...!

 

(Il campanello ha suonato più volte. Ora c’è una pausa tesa, terribile, piena di aspettativa. E poi il grido della Domestica. Urlo da operetta, amaro e strozzato.)

 

LA SECONDA VOCE  Ah...! Pistoleri...! Pistoleri...!

LA PRIMA VOCE  Ai, mare meva...! (Si sentono dei passi che si avvicinano al salotto.)

UNA VOCE MASCHILE  (Che copre le voci femminili.) Zitta, stia zitta...! (Con un tono diverso.) Voi rimanete qui... Lei, ascolti...!

LA PRIMA VOCE  Ma insomma!

UN’ALTRA VOCE MASCHILE  Da che parte, signor Ambrosio?

LA PRIMA VOCE MASCHILE  Ma vuole stare zitta...! Che cos’ha? È proprio andata?

 

(Proprio in questo momento irrompe nel salotto donna Nuria Cañellas tra il fruscio e lo svolazzo di un’elegantissima vestaglia, in ciabatte, spettinata, e come una meteora si dirige verso la veranda, accecata al punto di non accorgersi che il bordo sfrangiato della vestaglia si è impigliato al ritratto di Alfonso XIII facendolo cadere per terra. La signora Cañellas apre la veranda e senza riflettere urla: «Vigilant...! Vigilant...! Vigilant...! Aiuto...! Pistolers...! Pistolers...!». E dietro di lei entra in soggiorno appunto il Vigilante invocato dalla signora Cañellas, con la sua divisa blu dai galloni verdi. Dietro il Vigilante si muovono altre ombre con aria da gangsters di Chicago.)

 

IL VIGILANTE  Eccomi signora... Signora... Ma non mi vede? Estic ací! (La prende per un braccio e lei si gira guardandolo stupita.) Estic ací, signora...

LA SIGNORA CAÑELLAS  Ma insomma!

IL VIGILANTE  Be’... sono salito con i signori... (Indica le due ombre sulla soglia del salotto, appoggiate alla vetrata. Respirando forte sui grossi baffi, stanchi di suonare il campanello e di tante menate, desiderosi di finire la serata in qualche locale del Barrio Chino.) Questi signori sono...

LA SIGNORA CAÑELLAS  (Interrompendolo.) Pistolers...!

 

(Uno dei baffuti non ce la fa più e avanza superbo verso la signora.)

 

POLIZIOTTO 1.º  Siamo della Polizia Segreta, signora. (E lo spiritoso fa un inchino.)

LA SIGNORA CAÑELLAS  Ma insomma!... Pistolers, pistolers...!

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