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Un luogo strategico

Autore: Gracia Morales
Traduzione di: Federica Frasca
Lingua: Italiano
ISBN: 978-84-95683-64-9
Prezzo: 2,00 €
Peso del documento: (UnLugarEstrategicoIT.pdf) 466 Kb.
Disponibile in: Spagnolo

(2 personaggi femminili e 1 maschile.)
Con illustrazioni a colori e in bianco e nero.
L’opera si svolge sempre nello stesso spazio: il ponte che unisce e separa due città, nemiche da varie generazioni. Il tempo, invece, non è lineare né progressivo: da un presente centrale, in cui la guerra è finita, l’opera ci catapulta nel passato, facendoci rivivere un momento del conflitto e, successivamente, in un possibile futuro di riconciliazione.
Si può perdonare e dimenticare dopo l’esperienza di una lunga guerra? Chi l’ha vissuta, una volta terminata, può ancora scegliere liberamente il proprio destino? Sono questi alcuni degli interrogativi che Un luogo strategico affida al suo pubblico.
Frammento

Un luogo strategico

DONNA  A me..., a me hanno insegnato a non fidarmi di voi, sa? Di nessuno di voi... Me lo hanno insegnato sin da bambina e poi poi... so benissimo cosa sono capaci di fare...

UOMO  Chi?

DONNA  Loro... Quelli dell’altro lato... Lei e i suoi...

UOMO  Sta parlando della guerra? Non siamo stati peggiori della sua gente.

DONNA  Non fidarsi, non fidarsi, non fidarsi...

UOMO  Io non sono pericoloso.

DONNA  E perché dovrei crederle? I ponti sono luoghi importanti... Uniscono e separano; stringono o ampliano... Luoghi che nessuno vuole condividere!

UOMO  Non dica così. Ora siamo in tempo di pace...

DONNA  (Sarcastica.) Pace... Ma davvero Lei ci crede? Lo sa benissimo che al minimo incidente, per quanto banale e insignificante, scoppierà subito un’altra guerra... Nessuno ha dimenticato niente, lo capisce? Nessuno ha perdonato niente! Qualunque cosa, la voce di un possibile attacco, una bimba che non si trova più, un’auto che viene assaltata, qualunque cosa, e io e lei torneremo a essere nemici... Sa che ho ragione... Mio padre è morto a cinquant’anni e ha vissuto quattro guerre. Quattro! Metà di una vita, si rende conto, metà di una vita! Tutte iniziate quando nessuno se lo aspettava... e ogni volta più sanguinose! E interminabili... Sa quant’è durata l’ultima?

UOMO  Sì.

DONNA  Quanto?

UOMO  Otto anni, tre mesi e ventidue giorni...

DONNA  Lo vede? Finché sarà impossibile dimenticarla, la guerra continuerà a esistere... Le racconterò una cosa, così forse lo capisce una volta per tutte: quando è morta mia madre, nel cimitero cittadino non era rimasto neanche un buco libero e i cadaveri venivano seppelliti dove capitava, dove capitava! Poi, subito dopo la proclamazione della pace, abbiamo cominciato a costruire case, a innalzare scuole, a piantare aranci... ma lì sotto continuano a esserci  dei morti! E ogni volta che mastico un pezzo di pane è come se sto bevendo il sangue dei miei genitori... Perciò non mi venga a dire che la guerra è finita!

UOMO  Io non voglio farle del male...

DONNA  Fa lo stesso... fa lo stesso! Lo sa quanta gente sto deludendo in questo momento per il solo fatto di stare qui, così vicina a Lei?

UOMO  Forse è arrivato il momento...

DONNA  Che momento?

UOMO  Il momento di parlare, io e Lei!

DONNA  Il momento...? Senta, facciamo una prova. Io mi metto qui, ecco, qui ferma (Si mette in piedi, di profilo, al centro esatto della sua metà di ponte.) e l’aspetto.

 

(Apre le braccia e resta così, ad occhi chiusi.)

 

Se davvero viviamo in pace, nulla le impedirà di venire fin qui ad abbracciarmi. L’aspetto.

 

(L’Uomo resta a guardarla. Avanza lentamente fino alla linea centrale del ponte. La percorre da un lato all’altro, senza calpestarla, come se cercasse un varco. Poi fa dietrofront.)

 

UOMO  Lei sa che non posso.

 

(Lei apre gli occhi e abbassa lentamente le braccia.)

 

Non ancora... È troppo presto.

DONNA  Visto?

UOMO  Per abbracciarsi, è troppo presto per abbracciarsi! Ma parlare, parlare è già qualcosa, no? Parlare con Lei è già qualcosa...

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